L’escursione da Selva di Val Gardena al Rifugio Puez è un itinerario alpino di media difficoltà che attraversa il Parco Naturale Puez-Odle.
L’escursione nel Parco Naturale Puez-Odle offre paesaggi dolomitici spettacolari e passaggi tecnici tra forcelle panoramiche e rifugi storici.
E’ un’esperienza che rimane impressa nel cuore, un itinerario che combina panorami mozzafiato, rifugi accoglienti e l’imponente bellezza delle Dolomiti.
In questo articolo ti porto con me in un percorso che parte da Selva di Val Gardena, attraversa il Rifugio Jimmi e termina al pittoresco Rifugio Puez, ai piedi delle celebri cime delle Odle.

DESCRIZIONE DELL’ESCURSIONE
L’escursione parte da Selva di Val Gardena, incastonata nel cuore delle Dolomiti altoatesine.
Da qui si può salire con la cabinovia Dantercepies fino al Passo Gardena, oppure iniziare a piedi per un’escursione più lunga e completa.
Dal Passo Gardena si imbocca il sentiero n. 2 o n. 12, in direzione del Rifugio Jimmi, situato in una posizione panoramica spettacolare, proprio tra le pareti del Gruppo del Cir e quelle del Sella.
È il luogo ideale per una prima pausa: un caffè, uno strudel o semplicemente un momento di silenzio per ammirare il panorama.
Dopo la sosta al Rifugio Jimmi, si imbocca il sentiero n. 2B in direzione est, seguendo le indicazioni per Forcella del Cir. Questo tratto si snoda sul versante settentrionale del Gruppo del Cir, tra prati alpini e affioramenti rocciosi, in un paesaggio tipicamente dolomitico.
FINO ALLA FORCELLA DEL CIR
Inizialmente il sentiero è largo e comodo, attraversando pascoli e una zona semi-pianeggiante, con una vista ampia sul Gruppo del Sella e sul Sassolungo.
Successivamente il tracciato diventa più stretto e si inerpica lungo una rampa sassosa che sale a zig-zag verso la forcella.
Nei tratti più esposti si trovano parapetti in ferro o piccoli tratti attrezzati, ma nulla che richieda attrezzatura alpinistica. Tuttavia, chi soffre di vertigini potrebbe trovarlo impegnativo.
E dopo aver costeggiato le prime rocce, eccoci arrivati alla Forcella del Cir.
Si tratta di un valico panoramico attorno ai 2 450–2 475 metri di altitudine, molto apprezzato per la vista sulla Val Chedul e sulla vallata sottostante.

VERSO LA SECONDA FORCELLA
Una volta raggiunta la Forcella del Cir si entra nel cuore dell’altopiano dolomitico.
Il sentiero prosegue in un paesaggio roccioso e lunare, tra conche erbose e colate calcaree, con scorci spettacolari sulle Odle.
Si scende inizialmente leggermente lungo il sentiero n. 2, costeggiando le pareti settentrionali del Cir Piccolo.
Il terreno diventa più aperto e si cammina su un altopiano carsico, con tratti su fondo roccioso alternati a zone di prateria alpina.
La vista si apre a 360°: a sud il Gruppo del Sella, a est l’altopiano del Puez, a nord le vette delle Odle.
Dopo circa 30-40 minuti si raggiunge una piccola conca glaciale dove, in tarda primavera o inizio estate, si trova il Lè de Crespëina, un laghetto alpino incastonato tra le rocce – particolarmente suggestivo.
Da qui si prosegue in lieve salita verso la Forcella Crespeina (2 537 mt), con alcuni tratti leggermente più ripidi ma mai esposti.

DALLA FORCELLA CRESPEINA AL RIFUGIO PUEZ
Dalla Forcella Crespeina (2.537 m) si prosegue verso est lungo l’altopiano dolomitico del Gruppo Puez, attraverso un paesaggio roccioso e brullo, caratterizzato da morfologie carsiche e ampie vedute.
L’ambiente è severo ma affascinante, con pochi segni di vegetazione e un forte senso di isolamento.
Dalla forcella si segue il sentiero n. 2, che continua in direzione est su terreno roccioso, attraversando un paesaggio quasi lunare fatto di dolomia, ghiaioni e antiche conche glaciali.
Il percorso alterna tratti quasi pianeggianti a brevi salite e discese su fondo irregolare, ma sempre ben segnato e privo di difficoltà tecniche.
In alcuni punti il sentiero si stringe leggermente, costeggiando modeste balze rocciose, ma non presenta esposizioni pericolose.
Lungo il cammino si aprono panorami spettacolari verso la Vallunga, il Gruppo del Sella e, più a nord, le Odle.
Questa zona è spesso definita un “museo geologico a cielo aperto”: la roccia dominante è la dolomia principale, con strati di calcari grigi e affioramenti modellati dal carsismo. In estate, la vegetazione è pressoché assente, ma si possono osservare licheni, erbe alpine e occasionalmente stambecchi e marmotte.

ARRIVO AL RIFUGIO PUEZ
Dopo circa un’ora si raggiunge il Rifugio Puez, incastonato in una piccola conca tra le rocce.
Il rifugio è una base ideale per chi vuole esplorare l’intero altopiano o fare tappa verso la Vallunga, il Col de la Sonè o la Val Badia.
Il ritorno può avvenire su stesso sentiero, oppure scendendo verso la Vallunga, e poi in direzione Selva.

DATI TECNICI
- PARTENZA/ARRIVO: Rifugio Jimmi.
- LUNGHEZZA: 12km circa
- DISLIVELLO: 230mt D+ 60mt D-
- SENTIERO: 2 – 2B
- QUOTA MAX: 2537MT
CONCLUSIONE
L’escursione dal Rifugio Jimmi al Rifugio Puez è abbastanza impegnativa, non tanto in termini di dislivello, quanto per i continui saliscendi del percorso e la lunghezza dell’escursione.
E’ sicuramente un’escursione che consiglio per il paesaggio mozzafiato, tratti rocciosi e ambienti lunari.
Per me questo è un luogo speciale dove torno sempre molto volentieri.
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